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L’ABC di Renzi

Matteo Renzi offre il gelato ai giornalisti alla fine del Consiglio dei Ministri

Finisce l’anno, tempo di bilanci e di elenchi. Ecco dunque  l’ABC di Renzi e del renzismo: da #BastaUnSì a MPS, da caciaranomics al piciernile e alla spending review. Grazie a chi mi ha aiutato a completare le lettere. E buon anno a tutti!

  • A come APE: trattasi dell’Anticipo PEnsionistico, una versione leggermente migliore dei prepensionamenti, introdotta dall’ultima manovra finanziaria del governo Renzi. Versione leggermente migliore perché i fondi per andare in pensione in anticipo provengono da un prestito bancario (qui si vede per fortuna la mano dell’amico Tommaso Nannicini). Peccato che il governo abbia dato un dito ai sindacati, i quali si sono presi fino all’avambraccio (l’altro) ottenendo 7 miliardi di euro in tre anni per finanziare l’APE social, cioè il prepensionamento finanziato interamente dallo stato.
  • B come #BastaUnSì: lo slogan/hashtag inventato da Renzi & co. per sponsorizzare il sì al referendum costituzionale. Risposta degli elettori: #AncheNo.
  • C come Caciaranomics: altro che Reaganomics, la politica economica del governo Renzi è #caciaranomics, ovvero basata sulla brillante idea secondo cui cambiare il mix di spesa pubblica e tassazione -lasciando i livelli totali pressoché inalterati- produca effetti positivi sulla crescita reale dell’economia. Temo si tratti del combinato disposto del dilettantismo di Renzi, la tracotanza di Gutgeld e la fragile econometria OCSE di Padoan. Qui i dettagli.
  • D come Deficit: se l’oggetto principale della spending review da parte di Renzi sono stati i commissari stessi alla spending review (Cottarelli e Perotti), gli unici due modi per finanziare interventi ulteriori di maggiore spesa o minori tasse consistono nell’aumentare altre tasse (esempio: sui rendimenti di attività finanziarie diverse dai titoli di stato, alzati nel 2014 dal 20% al 26%) oppure nell’aumentare il deficit rispetto all’andamento tendenziale, come ripetutamente fatto dal governo Renzi. Le generazioni future ringraziano. O ringrazieranno.
  • E come Etruria, la banca: invece di gestire le crisi bancarie in una volta sola, il governo Renzi intervenne in anticipo su quattro banche alla fine del 2015, tra cui spicca Banca Etruria. Dentro Banca Etruria pare che la famiglia Boschi non fosse esattamente assente.
  • F come Frittella Marco: giornalista del TG1, autore di un severo tweet su Maria Econometrica Boschi dopo il salvataggio di Banca Etruria. Un tweet che potrebbe valergli il Premio Pulitzer (moltiplicato per meno uno) 

frittella_boschi

  • G come Gentiloni: Ministro degli Esteri nel governo Renzi, ora suo successore come Presidente del Consiglio. Siamo davvero sicuri che sia un clone di Renzi?
  • H come Hashtag: Renzi è stato moderno nell’uso di Twitter, dei social network, degli hashtag etc etc. Dovrebbe però ricordarsi di Pitigrilli, secondo cui il primo che ha detto a una donna “bella come una rosa” era un poeta, il secondo “un cretino”. Si può essere secondi anche a se stessi. [grazie a Roberta Paliotti per il suggerimento!]
  • I come Investimenti: la componente più debole della domanda per beni e servizi prodotti dalle imprese italiane è costituita dagli investimenti, cioè l’acquisto di impianti e macchinari da parte delle imprese. Rispetto a consumi, spesa pubblica ed esportazioni nette gli investimenti sono la componente che va peggio dopo la crisi del 2009: fatto 100 il livello degli investimenti nel 2008 siamo ancora a quota 75. La politica economica del governo Renzi si è incentrata sui consumi -a partire dal bonus degli #80euro- e solo tardivamente si è spostata un poco verso lo stimolo degli investimenti: too little, too late. 
  • L come Luca Lotti: Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria sotto Renzi, ora Ministro dello Sport. Siamo sicuri che circondarsi degli amici sia il modo migliore per gestire un paese come l’Italia?
  • M come MPS: il Monte dei Paschi di Siena era -a dire di Renzi nel gennaio 2015- un affare per gli investitori. Nell’estate del 2015 il piano di salvataggio di MPS è stato affidato in esclusiva a JP Morgan e Mediobanca, mentre altre proposte alternative -mi si consenta il tecnicismo- sono state completamente scagate da MPS. Gli investitori privati che avrebbero dovuto mettere la maggior parte dei capitali secondo il piano JP Morgan/Mediobanca si sono liquefatti dopo la vittoria del No al referendum costituzionale. O forse non avevano mai avuto serie intenzioni. Per evitare il fallimento di MPS il governo Gentiloni deve ora gestire un intervento pubblico di salvataggio. Meglio che Renzi eviti una carriera futura da promotore finanziario.

renzi_affare_mps_gennaio_2016

 

  • N come Nannicini, Tommaso: la parte migliore del Governo Renzi, consulente economico sul tema del lavoro, poi sottosegretario alla presidenza del consiglio, arrivato troppo tardi, quando le cattive scelte come gli #80euro erano già state prese.
  • O come Orfini: Facile battuta per un #momentoBagaglino: ora Matteo R. e Matteo O.  avranno molto più tempo per giocare alla Playstation. [grazie a Maurizio Bottaro!]

renzi_orfini_playstation_01

  • P come Piciernile: l’apoteosi del renzismo. Pina Picierno, eurodeputata del PD, durante la campagna elettorale per le elezioni europee del 2014 sostiene in TV con volto sicuro che -secondo il Censis- il bonus degli #80euro aumenterà i consumi del 15 PERCENTO. Ripeto QUINDICI PERCENTO. Tenete presente che il bonus costa 9 miliardi di euro all’anno e che il 15 PERCENTO dei consumi sono quasi 130 miliardi di euro. In suo onore mi sono sentito obbligato a coniare la nuova unità statistica del piciernile, cioè il 15 PERCENTO DI QUALCOSA. Qui il mitico filmato. Fantasmagorico.
  • Q come Quantitative Easing: la politica monetaria espansiva attuata dalla Banca Centrale Europea. Insieme con la svalutazione dell’euro rispetto al dollaro e il petrolio basso il QE costituiva il quadro macroeconomico favorevole per una crescita dell’Italia, quadro malamente sfruttato dalla caciaranomics di Renzi.
  • R come Riforma costituzionale: invece di dedicarsi anima e corpo all’economia Renzi ha pensato bene di sprecare il suo ingente capitale politico in una riforma costituzionale incasinata, che peraltro non era la priorità del paese. La batosta al referendum confermativo del 4 dicembre ha posto fine al suo governo.
  • S come Spending review: l’idea che una riduzione permanente delle imposte possa essere ottenuta soltanto con una riduzione consistente e permanente della spesa pubblica corrente non sembra piacere molto a Renzi (a onor del vero non è l’unico). Rammento qui come Renzi si laureò in giurisprudenza con una tesi su Giorgio La Pira, già padre costituente e sindaco di Firenze, detto “il marxista bianco” per il suo approccio vagamente statalista alla politica economica. Siamo sicuri che Renzi sia così centrista e liberale come certa stampa ha voluto dipingerlo? Oppure si trattava di non prestare il fianco alla sinistra sindacalista del suo partito? Vedremo che farà Renzi alla fine della sua traversata nel deserto post dimissioni.
  • T come Tracotanza: secondo lo schema della tragedia greca la tracotanza spinge l’uomo a sovrastimare le sue capacità, sfidando il Fato. Alla tracotanza segue l’accecamento, cioè le scelte irrazionali e instabili che portano al tracollo. Praticamente la storia della riforma costituzionale Renzi/Boschi.
  • U come Umiltà: virtù carente nel Nostro, largamente rimpiazzata dal vizio che inizia con la T (vedi sopra) [E grazie ancora a Roberta Paliotti]
  • V: scegliete voi tra “Verdini” e “Vento” [che non si può fermare con le mani] 
  • Z come Zerovirgola: Renzi e renziani, allegramente capitanati dallo spin doctor Filippo Sensi, in arte @nomfup, ci hanno fatto una testa tanta con ogni notizia vagamente positiva sull’andamento dell’economia, su ogni #zerovirgola positivo. Vivvaddio lo fanno tutti i politici, e tutti gli esseri umani, ma qui si è proprio varcato il segno. [terzo grazie a Roberta Paliotti]

6 thoughts on “L’ABC di Renzi

  1. U come umiltà. Che a questo punto verrebbe proprio dopo la tracotanza. Un caso? No creto.
    Ma anche come Università. E qui, chi più di te può dire la sua sulla storia dei reclutatori e dei super Prof?

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  2. Z come zerovirgola. Ora, è vero che chi s’accontenta gode, ma la caciara messa in pista ad ogni sortita di dati sarebbe stata più adatta per riprese un tantinino più consistenti. (Che l’unità di misura sia il sempiterno piciernile?)

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  3. Qualche idea per integrare le parti mancanti: O: Orfini con il quale adesso avrà più tempo per giocare alla play statio H: Hollande, un perdente nato U: Umiltà dote sconosciuta Z: Zagrebelsky un nome un incubo, oppure ZAC nome di Renzi conosciuto presso gli Scout, Zanetti, a voi la scelta

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