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Pallini rossi, pulsanti verdi e blu: la psicologia colorata delle app

Hai presente il tuo smart phone? Hai presente quel pallino rosso in alto a destra sulle icone delle application che usi più spesso? Sto parlando di Gmail, di Facebook, di Whatsapp, di Twitter, LinkedIn, Instagram e chi più ne ha più ne metta (o installi).

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Quando hai ricevuto delle mail a cui non hai ancora risposto, e degli aggiornamenti sulle altre application con cui non hai ancora interagito, ecco che appare il famigerato pallino rosso, con all’interno il numero di mail non risposte, nuove menzioni su Twitter, like su Facebook e Instagram eccetera.

Sotto sotto (neanche troppo) c’è un chiaro meccanismo comportamentale di azione/reazione: il puntino rosso sull’icona blu di Facebook o Twitter, verde di Whatsapp e altri colori non troppo caldi induce un numero larghissimo di utenti a voler rispondere al colore rosso di sfida per eliminarlo dall’icona dell’application e riportare l’icona stessa al suo colore originale immacolato.

Riflettiamoci sopra:  una volta che qualcuno ha interagito con noi su un qualche social network il suo invito a rispondere si trasforma nel segnale più forte -il rosso- sul nostro schermo e sulle nostre icone, in modo tale che aumenti in maniera decisa la probabilità stessa della nostra risposta. Dal punto di vista del business di chi gestisce un social network gli introiti pubblicitari sono trainati verso l’alto dal tempo totale e medio speso dagli utenti sul network stesso, e dunque è cruciale che le contro-reazioni degli utenti siano il più rapide possibile.

E che dire del modo in cui possiamo dare inizio a nuovi contenuti all’interno dei vari social network, sempre partendo dal nostro telefonino? Prendiamo come esempi Facebook, Twitter e Whatsapp: in tutti e tre i casi il pulsante per scrivere un nuovo post, un nuovo tweet, o mandare un nuovo messaggio si trova in basso a destra, ovvero nel punto più facile da raggiungere con l’indice o il pollice della mano destra, ma il colore del pulsante è lo stesso dell’icona del network stesso sulla schermata iniziale: blu scuro per Facebook, blu chiaro per Twitter e verde per Whatsapp.

Come mai lo stesso colore? Probabilmente il meccanismo psicologico sottostante è che l’atto di inserire un nuovo contenuto o messaggio sui social network è il punto di partenza essenziale di ciò che si fa lì dentro, e dunque il colore del pulsante “per scrivere” deve ricordare in maniera immediate all’utente il social network stesso, cioè avere il suo stesso colore.

Riflessioni troppo oziose? Ah forse può essere, ma prima di rispondermi in maniera piccata su Twitter o Facebook -facendomi comparire quei maledetti pallini rossi sul mio smartphone che eliminerò senza pietà- pensate a tutto il tempo che passate ogni giorno a scandagliare ed eliminare quegli stessi puntini rossi, e a schiacciare con malcelata soddisfazione quei pulsanti blu e verdi.

2 thoughts on “Pallini rossi, pulsanti verdi e blu: la psicologia colorata delle app

  1. Ma la pagano veramente per queste banalità? magari ci scrive anche i paper. Mi spiega come ha fatto ad avere l’abilitazione per macro?
    questa è roba da 1 superiore istituto tecnico per diploma di grafico

    Mi piace

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