economia · euro · statistica

Qui smonto per sempre l’ignobile bufala di Monti che si vanterebbe di avere distrutto la domanda interna

Premessa

Una delle più ignobili e patetiche fake news messe in giro da sovranisti in cattiva fede e/o con evidenti problemi di comprensione della lingua inglese è che l’ex presidente del Consiglio Mario Monti -in un’intervista rilasciata a Fareed Zakaria della CNN il 20 maggio 2012- si sia “vantato” del fatto che la sua politica economica abbia distrutto la domanda interna per ottenere il risanamento dei conti pubblici.

MONTI: UN ANNO GOVERNO TECNICO ALL'INSEGNA DEI SACRIFICI PER FUTURO
Passaggio di consegne a Palazzo Chigi fra il presidente del consiglio uscente, Silvio Berlusconi, e l’entrante, Mario Monti il 16 novembre 2011. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Niente di più falso, come potete leggere dalla mia traduzione dell’intervista stessa: Monti sottolinea come la disciplina fiscale -così come attuata con il decreto SalvaItalia del dicembre 2011- non potesse che “distruggere la domanda interna” attraverso una riduzione della spesa pubblica e un aumento della tassazione, ma che nel contempo era necessaria un’espansione della domanda di beni e servizi attuata dall’Unione Europea, esattamente con il fine di attutire gli effetti depressivi della manovra italiana.

Il dialogo tra Zakaria e Monti

ZAKARIA: Quando lei parla della necessità di un’agenda per la crescita in Europa, sta forse implicitamente dicendo che il programma di austerity non ha in realtà funzionato?

Se lei pensa a un paese come l’Irlanda, il quale ha fatto tutto quello che gli è stato chiesto di fare in termini di consolidamento fiscale, taglio della spesa pubblica e aumento delle imposte, [vede come] non ha creato crescita. Non ha nemmeno aumentato la fiducia degli investitori. Il deficit dell’Italia è salito, il suo rapporto debito/PIL è salito in quanto il tasso di crescita è crollato. Queste misure di austerity non dovrebbero forse finire?

MONTI: Innanzi tutto, non mi piace parlare di austerity: preferirei parlare di disciplina fiscale. La disciplina fiscale si traduce alla fine in austerity se non è accompagnata da altre politiche. A mio parere la disciplina fiscale è qui per restare. L’Italia ha fatto grandissimi sforzi nella direzione della disciplina fiscale ed è oggi il paese che nell’Unione Europea raggiungerà l’anno prossimo il traguardo di un pareggio di bilancio strutturale prima di tutti gli altri, anzi un leggero surplus strutturale. Ciononostante la crescita non arriva ancora.

ZAKARIA: Com’è che si ottiene ciò? Voi in Italia -lei, come dice- avete attuato più consolidamento fiscale di ogni altro paese. Avete anche implementato le riforme strutturali. E ora, come fate a far partire la domanda?

MONTI: Esattamente.

ZAKARIA: Avete bisogno di qualcuno che compri i vostri prodotti. Sta forse dicendo che voi volete che la Germania compri cose da voi?

MONTI: Dunque, noi stiamo ottenendo una posizione migliore in termini di competitività grazie alle riforme strutturali. In realtà stiamo distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale. Dunque, è necessario che venga attuata un’operazione dal lato della domanda grazie all’Europa: un’espansione della domanda.

Come da lei notato in maniera chiarissima, noi per esempio in Italia abbiamo problemi in quanto abbiamo ottenuto ottimi risultati fiscali, ma saranno davvero sostenibili nel lungo termine, se il denominatore non aumenta grazie alla crescita?

Due riflessioni finali

  1.  Davvero qualcuno può essere così stupido da credere che Monti trovi intelligente vantarsi in diretta su uno dei principali network televisivi mondiali del fatto di avere sadicamente distrutto la domanda interna? In realtà, pare che gli stupidi esistano e non raramente si credano molto più intelligenti di quel che sono (vedi qui il cosiddetto “effetto Dunning Kruger”).
  2. Nelle parti sull’espansione della domanda europea Monti sembra davvero un keynesiano tradizionale, quasi un Paolo Savona. O perlomeno un Savona nella versione precedente a quella dei piani B per uscire dall’euro.

Qui potete trovare la trascrizione dell’intera trasmissione di quel giorno, mentre vi riporto sotto l’originale inglese della parte da me tradotta.

ZAKARIA: When you talk about the need for a growth agenda in Europe, are you saying that the austerity program really haven’t worked?

If you look at a country like Ireland, which have done everything it was asked to do or many of the things in terms of fiscal consolidation, cutting spending, raising taxes. It has not produced growth. It has not even produced much investor confidence.

Italy’s budget deficit is up, its debt-to-GDP ratio is up largely because growth has collapsed. Should these austerity measures end?

MONTI: First of all, I don’t like to speak about austerity. I’d prefer to speak of fiscal discipline. Fiscal discipline, in the end, amounts to austerity if it is not accompanied by other policies. Fiscal discipline, in my view, is there to stay. Italy has done huge efforts towards fiscal discipline and it is now the country which will — in the European Union which will achieve a structural balanced budget before all the others next year, actually a slight structural surplus. And, yet, growth is not coming.

ZAKARIA: How does that happen? So you, in Italy, have — you have — as you say, you have done more fiscal consolidation than any country. You’ve done structural reforms as well. Now, how do you get that demand going?

MONTI: Exactly.

ZAKARIA: You need somebody to buy your products. Are you saying you want Germany to buy things from you?

MONTI: Well, we are gaining a better position in terms of competitiveness because of the structural reforms. We’re actually destroying domestic demand through fiscal consolidation. Hence, there has to be a demand operation through Europe, a demand expansion.

As you pointed out, most clearly, we, for example, in Italy, are having problems because we have achieved very good fiscal results, but will they really be sustainable in the longer term unless the dominator, GDP, increases through growth.

 

4 risposte a "Qui smonto per sempre l’ignobile bufala di Monti che si vanterebbe di avere distrutto la domanda interna"

  1. Finalmente un tentativo di debuking dello storytelling dei sovranisti (e suppongo dei “No Euro”)… che sarebbe il motivo principale per cui seguo questo blog e twitter.
    Al di la’ del fatto che arriva 5 anni dopo la prima volta che l’argomento e’ stato introdutto (vedi http://goofynomics.blogspot.com/2013/12/audizione-informale-alla-commissione.html).. non mi sembra che il tentativo sia riuscito molto bene. In particolare:
    – Almeno nella narrazione di Bagnai, il punto non e’ mai stato il vantarsi ma che dicesse la verita’. Il punto – per me cruciale – era come il governo e Monti fossero chiaramente consci di quello che stavano facendo e degli effetti che il loro operato avrebbe avuto… ma non solo lo hanno fatto da non eletti, lo hanno fatto anche senze propriamente spiegarlo alla popolazione. Nessuno sano di mente pensa che Monti sia “stupido”… ma magari pensa che la sua visione della democrazia e del ruolo delle elites sia quantomeno opinabile.
    – Charito questo, rimane difficile capire come una persona cosi’ esperta potesse pensare che nel 2011 i “partner” Europei considerassero “un’operazione dal lato della domanda grazie all’Europa”. Non e’ quindi un lecito dubbio chiedersi se in realta’ non si sia fatta questa operazione di distruzione della domanda ben sapendo che non ci sarebbe stato alcun aiuto dall’Europa? Non dovrebbe essere qui il debunking???

    Ma magari il post voleva essere una esemplicazione dei “trucchetti di Schopenhauer” per tenere il pubblico allenato 😉

    Un saluto

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  2. Gentile Professore,

    Lei che libri (universitari) consiglierebbe per capire bene il funzionamento dell’economia degli Stati (Spesa pubblica, interessi, ruolo delle banche centrali e del tesoro, leve, ammortizzatori sociali, ecc.) per poter meglio capire poi le dinamiche e le scelte dietro le politiche fiscali e monetarie delle varie istituzioni?
    Purtroppo mi sono laureato parecchi anni fa – il testo di riferimento per le lezioni di Macroeconomia era il R. Dornbusch – S. Fisher e questo tema venne appena appena accennato.
    Le sarei grato se potesse consigliare una serie di testi (attuali) da leggere per aggiornarsi.
    Un cordiale saluto.
    OG

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    1. Buongiorno,

      su macroeconomia consiglio la lettura del testo di Mankiw e Taylor, oppure il Blanchard, ma il primo è più semplice e più “liberale” come approccio.

      Su settore pubblico c’è “Scienza delle Finanze” di Jonathan Gruber, la cui edizione italiana è curata dalla mia coautrice Simona Scabrosetti e a cui ho collaborato anche io nella traduzione di alcuni capitoli: https://www.amazon.it/Scienza-finanze-Contenuto-digitale-download/dp/882382253X

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